Fondazione Paola Frassi | In studio da Velasco Vitali
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In studio da Velasco Vitali

27 Apr In studio da Velasco Vitali

velascoIl 16 Maggio alle ore 19 avremo l’occasione di farci raccontare il percorso creativo e la genesi di opere di grande bellezza e valore artistico attraverso le parole dell’artista Velasco Vitali. Un appuntamento che si svolge nel suo atelier di via Carlo Imbonati 58 a Milano. Attorniati da tele di grandi dimensioni e sculture in bronzo e lamiera, per una volta non saremo solo spettatori, ma ci ritroveremo accanto all’autore a ripercorrere un viaggio attraverso paesaggi e personaggi che hanno segnato il suo (e il nostro) cammino. Aperitivo a seguire.

Per partecipare occorre

1. scrivere una mail a info@fondazionepaolafrassi.org indicando il numero di partecipanti

2. una volta ricevuto l’ok effettuare il bonifico di € 40 (€ 50 se porti un giovane under 25) alla Fondazione Paola Frassi (Banca Popolare di Milano  Agenzia n. 16 IBAN: IT55R0558401616000000023598) indicando nella causale “Nome e numero posti Velasco Vitali”

3. riceverete una mail di conferma e un reminder dell’evento a ridosso della data

 

Velasco

Velasco Vitali è nato a Bellano nel 1960, circondato dalle aspre montagne del lecchese che sono state la prima fonte di ispirazione delle sue opere; dalla nascita ha respirato arte e parlato attraverso il linguaggio figurativo della pittura perché suo padre Giancarlo A? una artista di fama internazionale, scoperto quando era già in età matura, da Giovanni Testori. Grande cacciatore di talenti, lo scrittore milanese fu subito conquistato dalla forza espressiva delle opere di Giancarlo e negli anni Ottanta nacque un sodalizio tra i due che finì per coinvolgere anche il giovane Velasco. Il talento era una questione di famiglia e così Testori, che seguiva con attenzione il lavoro da autodidatta di Velasco, decise di invitarlo alla collettiva che si tenne alla Rotonda della Besana, una’occasione che sancì il suo esordio sulla scena artistica milanese. Da questo momento Velasco inizia a esporre in Italia e all’estero e a collaborare con altri artisti come il fotografo Ferdinando Scianna o il musicista Franco Battiato. Ritratti e paesaggi sono due temi che costituiscono il filo rosso della sua poetica.

StudioVelasco

I paesaggi, in particolare, diventano negli ultimi anni il risultato di una ricerca dedicata a una natura stravolta dall’intervento umano (come l’istallazione Foresta Rossa realizzata sull’Isola Madre del Lago Maggiore, ispirata al disastro di Chernobyl). Che si completa con la narrazione sulle città fantasma, paesaggi urbani desolati, interpretati secondo una moderna estetica delle rovine, dove Velasco indaga il significato di precarietà e clandestinità (una ricerca culminata con la personale Foresta Rossa: 416 città fantasma del mondo del 2013 alla Triennale di Milano). Le città fantasma sono anche quei luoghi abbandonati, di frontiera dove puA? capitare che branchi di cani selvatici si ritrovino per ricreare una forma di socialità che hanno perso in natura. Come in Sicilia, isola dove Velasco trascorre molti mesi durante l’anno e dove ha osservato da vicino questi branchi muoversi nelle campagne e nelle aree abbandonate. I cani sono diventati così protagonisti delle sue opere scultoree. Uno dei pochi artisti che lavora ancora con l’arte della fusione, Velasco ha prodotto un video, presentato al Festival di Berlino, sulla genesi di queste opere in bronzo realizzate alla storica Fonderia Battaglia: un tempo luogo di incontro di artisti come Manzù, Penone, Messina e Boetti e che adesso sembra destinata a diventare un luogo fantasma. Proprio come le città dimenticate di Velasco.